AZARENKA FUGA I DUBBI: “DOVEVO FERMARMI”

La bielorussa raggiunge la sua seconda finale consecutiva a Melbourne, ma in conferenza stampa deve fugare i non pochi dubbi sul medical timeout chiesto dopo il nono gioco del secondo set: “Avevo problemi alla schiena, dovevo fermarmi.” Soddisfatta l’altra finalista, Li Na: “Si spera sempre di poter giocare come ho fatto oggi.”

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Tennis. Victoria Azarenka, numero 1 del mondo, batte Sloane Stephens 6-1, 6-4 e raggiunge la sua seconda finale consecutiva a Melbourne. Fin qui nulla di strano, anzi. Il risultato sembra anche abbastanza netto, il prevedibile epilogo di un match tra la numero 1 del tabellone e la numero 29. Le domande in conferenza stampa però non vertono su questioni tattiche o punti decisivi, bensì sull’uso – più o meno improprio – che Vika ha fatto del medical timeout. 

Breve ricostruzione dei fatti: siamo sul 5-4 Azarenka, secondo set. Nel nono gioco la bielorussa (al servizio) ha la possibilità di chiudere il match, ma spreca ben 5 match point e perde la battuta. Al cambio campo chiede il medical timeout, viene portata fuori  – per dieci minuti buoni – e al rientro si aggiudica l’incontro breakkando l’americana. A vederla da fuori non sembrava ci fosse alcun problema fisico, ma Azarenka ci tiene a spiegare come sono andate le cose, cercando di fugare le probabilissime polemiche che seguiranno“Sapete, ho avuto problemi alla schiena per tutto il secondo set, e la cosa andava man mano peggiorando. Avrei dovuto chiedere l’interruzione prima di arrivare al punto di non riuscire a respirare. È stato quello il mio errore. Ma avevo una costola bloccata e mi sentivo sempre peggio. Ho dovuto prendermi quel timeout medico.” 

La schiena, la costola, il panico. Sta di fatto che il tempismo di Vika ha ampiamente lasciato a desiderare (come da sua stessa ammissione). Cerca di prenderla con sportività la statunitense“Cosa ho pensato quando si è presa quella lunga pausa? Niente, è già successo prima. Voglio dire, anche nel match precedente ho avuto interruzioni mediche. Non credo abbia fatto finta.” 

Quali trattamenti ha ricevuto la povera Vika per riprendersi dall’infortunio/attacco di panico? Lo spiega la diretta interessata: “Ho dovuto sbloccare la mia costola, che stava causando il problema alla schiena. Il trainer ha detto che dovevamo andare fuori per effettuare il trattamento. E poi non avevo molta voglia di spogliarmi in campo.” Nell’intervista a caldo, prima della conferenza stampa, la bielorussa non ha parlato però di problemi alla schiena, quanto piuttosto di un attacco di panico. Lei si difende così: “Credo di aver capito male la domanda. Pensavo mi stessero chiedendo delle difficoltà avute nel chiudere il match. Ho solo frainteso.” Quando le domandano se, secondo la sua opinione, ci siano giocatori/giocatrici che abusano di questa regola – esclusa lei, s’intende – chiamando il MTO in modo, diciamo così, “tattico”, la risposta non può che essere politically correct“Sinceramente non lo so, non so cosa facciano gli altri. Posso parlare solo per me stessa. Quando gioco e qualcuno chiede il medical timeout io non dubito della sua onestà.”

Ma oggi non era solo il giorno di Azarenka-Stephens e di medical timeout più o meno opportuni e infortuni di dubbia veridicità. Oggi è caduta Maria Sharapova. La siberiana sembrava un rullo compressore; è arrivata in semifinale perdendo appena 9 giochi, ma al cospetto di Li Na è stata quasi impotente: 6-2, 6-2 il severo risultato finale. La cinese è stata semplicemente troppo forte o Maria ci ha messo del suo giocando un tennis poco aggressivo? “Penso sia una combinazione di entrambe le cose. Lei ha giocato un grandissimo match. Era sicuramente più aggressiva di me e dettava il gioco. Io ho fatto una partita troppo difensiva. Quando ho avuto le mie opportunità non le ho sfruttate a dovere”, spiega Masha, vincitrice a Melbourne nel 2008. Nessuno però si aspettava una sconfitta così netta; i turni precedenti – vinti fin troppo agevolmente – possono aver influito negativamente impedendo alla numero 2 del ranking di entrare in clima Slam?: “Non credo che il fatto di non aver avuto match più impegnativi nei turni precedenti abbia influito oggi, non può essere una scusa. Quando scendo in campo cerco sempre di vincere e di fare del mio meglio. Questo è il mio obiettivo. Oggi ho avuto delle chances, ma non ci sono riuscita.”

Onore al merito di Li Na, che ha giocato una grandissima partita, ai limiti della perfezione: “Si spera sempre di poter giocare così. Non so cosa sia successo oggi. Sono venuta al campo, mi sentivo bene e ho vinto.” È la terza finale Slam per lei, dopo quelle già ottenute nel 2011 qui a Melbourne (sconfitta da Kim Clijsters) e a Parigi, dove trionfò contro Francesca Schiavone. “Questa volta sarà diverso. Nel 2011 era la mia prima finale Slam ed ero un po’ shockata perché non sapevo bene cosa fare. Questa volta ho più esperienza, quindi credo che nel complesso andrà meglio.”

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Un Commento a “AZARENKA FUGA I DUBBI: “DOVEVO FERMARMI””

  1. Antonio ha detto:

    Bellissima, bravissima anche un pò troppo furbina, a volte ha degli atteggiamenti un pò antipatici tipici da numero uno come daltronde quelli del grande Nolan. OK!!! vai Vika

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