DJOKOVIC SPAZZA VIA FERRER

Con una prestazione impressionante il serbo umilia David Ferrer e guadagna la sua terza finale consecutiva all’Australian Open.

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Tennis. Melbourne (Australia). Ad analizzare i precedenti, la prima semifinale di questo Australian Open tra Novak Djokovic e David Ferrer poteva dirsi già scritta. L’head-to-head di 10-4 per il serbo infatti lasciava poco spazio ad una possibilità di accesso alla finale per “Ferru”. L’ultima vittoria dello spagnolo risaliva all’ATP World Tour Finals del 2011, quando peraltro Nole era ben lontano dalla forma strepitosa che lo aveva accompagnato per tutto il corso dell’anno. I presupposti sono stati confermati con una incredibile prestazione da parte del serbo, ai limiti dell’umiliazione per il suo avversario.

Nella Rod Laver Arena il match inizia all’insegna di un apparente equilibrio e senza particolari sussulti. Entrambi i giocatori alimentano infatti una fase che sembra essere attendista e di studio che si protrae fino al 2-2, quando Djokovic cambia passo, si procura le prime due palle break con una discesa a rete e strappa il servizio a Ferrer col punto successivo. Il game che segue è ordinaria amministrazione: Nole consolida il break tenendo il servizio a zero e portandosi sul 4-2. La partita inizia a farsi più vivace con qualche punto davvero godibile. La fatica di Ferrer nel gestire Djokovic inizia già a farsi vedere: lo spagnolo nel suo successivo turno di servizio si fa recuperare da 40-15 a 40-40, riesce ad andare in vantaggio ma ancora una volta Nole riporta il punteggio in parità e si guadagna un’altra palla break, portandosi sul 5-2. Chiudere il set per il serbo è cosa facile: con un ace pone fine a una prima partita durata appena 29 minuti.

Ferrer, si sa, è giocatore coriaceo e poco arrendevole. Nonostante la differenza tra i due giocatori sia lampante, lo spagnolo stringe i denti e va. Apre il secondo set tenendo la battuta ma gli angoli di Djokovic, che serve a zero portandosi sull’1-1, lo fanno correre da una parte all’altra del campo nel disperato tentativo di recuperare i colpi potenti e precisi del serbo, capace di aprirsi splendidamente gli spazi. Difficile, a questo punto della partita, pensare ad una possibilità di rientro di Ferrer che inizia anche a soffrire gli scambi lunghi che spesso si concludono con suoi errori. “Ferru” patisce ulteriormente nel suo successivo turno di servizio e viene di nuovo sorpreso da Nole, che gli strappa la battuta portandosi subito sul 2-1. Per il serbo, che con le prime è estremamente preciso, è tutto più facile ora e si porta sul 3-1 con il quinto game del match chiuso a zero, giocando persino in attacco con qualche discesa a rete. Lo spagnolo, dall’altra parte del campo, non trova più alcuna soluzione e sembra cedere definitivamente già ora: con un doppio fallo consegna il suo turno di servizio a Djokovic che con imbarazzante facilità si porta sul 4-1. Il gioco successivo è inaspettatamente equilibrato (nel senso che dura poco più degli ultimi e Ferrer riesce ad arrivare almeno al 30) e Ferrer continua a giocare con la generosità che gli è propria anche quando si trova sull’1-5 a servire. Nole, forte del consistente vantaggio, si lascia andare a qualche leziosità di troppo e consente a Ferrer di tenere la battuta dopo quattro giochi consecutivi persi. Ma non c’è niente da fare: Nole chiude anche il secondo set con lo stesso risultato e con le stesse tempistiche del primo, concedendo due soli punti nei suoi turni di servizio. Tremende le statistiche di Ferrer: 12 errori non forzati e solo 3 vincenti nella seconda partita, a fronte di un 58% di prime e la metà esatta (15) di punti fatti rispetto all’avversario.

Lo spagnolo apre al servizio anche il terzo set ma la situazione non migliora affatto: continuano i problemi sugli scambi lunghi che regolarmente terminano con un suo errore. In questo inizio di set ce ne sono ben tre e contribuiscono in modo determinante a consegnare il game al serbo, che mette un piede avanti da subito. Ferrer prova a metterci il cuore ma questo Nole è proprio di un altro pianeta: concede solo un 15 e si porta sul 2-0. Anche in quelle poche volte in cui “Ferru” gioca grandi colpi, il serbo risponde sovrastandolo. Sul turno di servizio di Ferrer c’è uno dei punti più belli del torneo: lo spagnolo fa un recupero sensazionale all’estrema destra, fa partire un cross verso sinistra ma Nole ci arriva e piazza un impressionante dritto lungolinea che spacca la riga. Ancora un break per il serbo che si porta 3-0 e che inesorabilmente trasforma la partita in una pesante umiliazione per l’avversario, concedendo ancora un solo 15 al servizio e giungendo al 4-0. Ferrer ha un piccolo sussulto di orgoglio, buca per la prima volta con un passante Djokovic e porta a casa il primo game del set, chiudendo una carestia durata cinque giochi. Ma è tutto inutile: Nole si porta sul 5-1 e lo spagnolo si ritrova ancora una volta a servire per rimanere disperatamente in un match che ormai non ha più nulla da dire. Un diagonale angolatissimo di “Ferru” esce di poco e subito dopo un suo doppio fallo concede al serbo l’unico match point di cui avrà bisogno per chiudere il match in appena un’ora e mezza con l’eloquente risultato di 6-2, 6-2, 6-1. Statistiche devastanti per Djokovic: nessuna palla break concessa, convertite tutte quelle regalate dal suo avversario. 30 vincenti e 16 errori gratuiti e persino 13 punti vinti su 16 discese a rete. “E’ stata una delle mie migliori prestazioni in carriera”, ha detto subito dopo il match al microfono di Jim Courier.

Terza finale consecutiva per il serbo, la quarta in totale. Ora Novak Djokovic cerca il quarto successo e attende il vincitore dell’altra semifinale tra Roger Federer e Andy Murray.

[1] N Djokovic (SRB) d. [4] D Ferrer (ESP) 62 62 61

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