FEDERER O MURRAY, CHI SFIDERÀ NOLE?

Domani, alle ore 09.30 italiane, sulla Rod Laver Arena, va in scena l’attesissima semifinale tra Roger Federer ed Andy Murray. La supersfida si presenta più incerta che mai. In palio c’è un posto come sfidante di Novak Djokovic

Be Sociable, Share!

Tennis. Melbourne (Australia). Ci siamo. Tutto è pronto per la miglior semifinale possibile, quella che appassionati, organizzatori ed addetti ai lavori sognavano dall’inizio di questa 101esima edizione dell’Australian Open. Roger Federer contro Andy Murray. Il numero due del mondo, contro il numero 3. Il giocatore più vincente nella storia dei tornei dello Slam, contro quello che ha vinto l’ultimo major. Chi sarà lo sfidante che domenica contenderà il trono australiano al bicampione in carica Novak Djokovic?

I precedenti. Quello di domani mattina sarà il ventesimo capitolo della saga Federer – Murray. Il bilancio provvisorio vede il tennista britannico avanti nella serie per dieci vittorie a nove. Sul cemento la forbice si allarga e il numero 3 del mondo è avanti sette a quattro. Il 25enne di Dunblane è avanti (4-2) anche nel bilancio delle semifinali giocate contro il fenomeno elvetico. Negli slam però il discorso cambia, visto che Federer si è imposto su Murray tre volte su tre, in altrettante finali (Us Open 2008, Australian Open 2010 e Wimbledon 2012), concedendo appena un parziale allo scozzese. Una di queste finali si è disputata proprio a Melbourne, nel 2010, e ha visto Roger trionfare con un netto 6-3 6-4 7-6. Quello di allora era però un Murray diverso, che ancora doveva incrociare la sua strada con Ivan Lendl e che, soprattutto, era solo alla seconda finale major della carriera e ancora non si era liberato dal fardello di non avere trofei importanti nella propria bacheca.

Il cammino per la semifinale. Fino ai quarti di finali, Andy e Roger hanno avuto un cammino del tutto similare, privo di troppi ostacoli. Entrambi infatti sono approdati al terz’ultimo atto senza lasciare per strada set, anche se gli avversari di Federer (Paire, Davydenko, Tomic e Raonic) erano, almeno sulla carta, molto più impegnativi rispetto a quelli che la sorte ha riservato a Murray (Haase, Sousa, Berankis e Simon). Ai quarti di finale, il percorso dello svizzero si è complicato molto e per superare l’ostacolo Jo Wilfried Tsonga sono serviti cinque set e tre ore e 37 minuti. Nel frattempo, lo scozzese ha continuato ad avanzare a velocità di crociera, regolando facilmente Jeremy Chardy. Alla fine, facendo i conti, risulta che Federer ha trascorso in campo quasi due ore in più rispetto al suo avversario di domani (10 ore e 59 minuti contro 9 ore e un minuto), con una media di durata incontro di 24 minuti superiore rispetto a quella di Murray (2 ore e 12 minuti contro 1 ora e 48). Tutti questi numeri, potrebbero risultare importanti, qualora la partita di domani dovesse allungarsi ed il fattore stanchezza diventasse importante.

La partita. Che match sarà quello di domani e cosa dovranno fare i due protagonisti per portarlo a casa? L’attesa intorno a questa partita è assolutamente febbrile, soprattutto dopo la deludente prima semifinale, scivolata via in un’ora e mezzo e priva di qualsiasi tipo di pathos, a causa della manifesta superiorità di Djokovic. Sicuramente i due protagonisti sono i giocatori più adatti per regalare al pubblico un grande incontro, vista la quantità spropositata di talento che porteranno con loro domani mattina sulla Rod Laver Arena. Per Federer sarà importantissimo rimanere aggressivo, servire bene ed evitare il più possibile gli scambi lunghi, anche per attutire i rischi di una pericolosa maratona, che per ragioni di età e per quantità di tossine spese fino ad ora nel torneo, può risultare fatale allo svizzero. In questo senso un ruolo importantissimo nell’economia della partita, lo avrà il primo set, che può essere propedeutico ad un’eventuale vittoria svizzera. Murray, al contrario, dovrà rispondere al massimo delle sue possibilità e contenere le soluzioni sull’uno – due di Federer. Un ruolo importante lo giocherà anche il servizio dello scozzese, che dovrà mantenere una buona percentuale di prime palle, per evitare di venire aggredito e per poter costringere Roger a difendersi e a spendere, di conseguenza, un maggior numero di energie.

C’è un favorito? Come succede quasi sempre in partite di questo tipo, a vincere molto probabilmente sarà il giocatore che si dimostrerà più coraggioso e che allo stesso tempo sbaglierà meno, soprattutto nei momenti più caldi dell’incontro. Difficile dire chi tra Murray e Federer sia favorito, anche se forse le energie risparmiate dallo scozzese, già di per sé più giovane di sei anni, mettono il campione olimpico su un gradino leggermente più alto rispetto a quello dello svizzero (anche i bookmaker ritengono il britannico favorito, abbinandogli una quota di 1,57, contro il 2,25 associato allo svizzero). D’altra parte, la facilità con cui Murray è arrivato a questa partita può rivelarsi per lui un’arma a doppio taglio, non avendo ancora avuto modo di “testarsi” in situazioni di stress. Chi sarà dunque lo sfidante di Novak Djokovic? Basterà la maggior freschezza a Murray per avere la meglio, o ancora una volta lo sconfinato talento di Roger Federer e la sua inesauribile voglia di vincere saranno armi che condurranno lo svizzero ad un nuovo straordinario traguardo? Come sempre, la risposta ce la darà il campo. L’appuntamento è fissato per le 09.30 italiane, 19.30 di Melbourne sulla Rod Laver Arena. 

Be Sociable, Share!
Be Sociable, Share!

Lascia un Commento

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.